HOME AZIENDA NOTIZIE PRODOTTI CONTATTI REGISTRATI MAPPA SITO
 ARCHIVIO 2010
2010
2009
2008
2002
 :: Monte Bianco più sicuro 10-12-2009
Il primo accordo tra Francia e Italia per la realizzazione del traforo del Monte Bianco risale a 60 anni fa, quando nel 1949 le due nazioni decisero di collegare la Valle d’Aosta con la regione francese di Rhone-Alps attraverso un tunnel.
 
I lavori di realizzazione dell’opera durarono parecchi anni, fino a quando il 19 luglio del 1965, il presidente della Repubblica italiana,, Giuseppe Saragat e il presidente della Repubblica francese, Charles De Gaulle, con una pomposa cerimonia di inaugurazione celebrarono l'apertura ufficiale del Traforo del Monte Bianco alla circolazione. La grandiosa opera, che fu motivo di orgoglio per entrambe le nazioni, mise fine all'isolamento delle valli sui versanti opposti del massiccio del Monte Bianco e rappresenta ancora oggi una delle maggiori vie di trasporto transalpino.
Il disastroso incidente del 1999, in cui persero la vita 39 persone a causa di un incendio scaturito da un camion all’interno del tunnel, impose a tutti una riflessione sulla necessità di implementare i dispositivi e le tecnologie di sicurezza del traforo, inaugurando così una serie di interventi finalizzati al miglioramento di tali sistemi. Il tunnel restò chiuso per tre anni e fu riaperto unicamente al traffico di autovetture il 9 marzo 2002, dopo lunghi lavori di riparazione e ristrutturazione. In seguito si decise inoltre di ottimizzare il sistema di aerazione del traforo: la progettazione dell’impianto di ventilazione del versante italiano è stata affidata allo Studio di Ingegneria Alvigini Mendolicchio di Torino.
 
Obiettivo del progetto, la realizzazione di una soluzione in grado di mantenere una temperatura massima di 35 °C nella camera di aerazione attraverso un impianto di raffrescamento ad acqua fredda, pompata da una fonte locale. Per lo stoccaggio dell’acqua vengono utilizzati due serbatoi, i cui livelli sono controllati da una singola valvola di riempimento.  
 
I prodotti installati
 
Per il controllo dei livelli dell’acqua nelle serbatoi lo studio di progettazione ha scelto di affidarsi all’esperienza Honeywell, installando una speciale combinazione tra valvole di riempimento e valvola pilota, che garantisce il corretto funzionamento del sistema senza l’impiego di ulteriori fonti di energia elettrica. La valvola di riempimento Honeywell FV 300 è dotata di una valvola a membrana controllata dalla variazione della pressione; contemporaneamente il galleggiante 70-550 mantiene aperto il rifornimento d’acqua fino al raggiungimento del livello desiderato. Quando il volume d’acqua dei serbatoi diminuisce, il galleggiante si abbassa: ciò causa la caduta della pressione nella camera a diaframma e la conseguente apertura della valvola a membrana, fino al ripristino del livello dell’acqua nei serbatoi. Le valvole si chiudono attraverso un lento processo di chiusura che previene la tensione di tubi e valvole attribuibile ai colpi d’ariete.
 
I filtri integrati nelle valvole puliscono l’acqua in modo che le membrane non possano essere danneggiate dalle particelle di impurità, mentre le valvole di controllo del circuito permettono di confrontare il livello dei due serbatoi.
 
Realizzazione del progetto: difficoltà operative
 
Il rinnovamento del sistema di ventilazione è stato completato dopo 6 mesi di lavoro. Uno dei primi problemi che i progettisti hanno dovuto affrontare è stato quello dell’abbassamento del livello di pressione in ingresso della valvola di riempimento.
 
La soluzione è stata permettere l’ingresso di aria compressa attraverso l’utilizzo di un compressore, al fine di riequilibrare la pressione.
 
Risultati
 
L’installazione delle valvole Honeywell consente la regolazione autonoma del volume dell’acqua nei serbatoi per il raffreddamento dell’impianto, senza necessità di manutenzione remota o di macchinari di controllo esterni.
Il rinnovamento dell’impianto di ventilazione del tunnel ha permesso di ottenere anche un notevole risparmio in termini di denaro e risorse idriche, poiché le valvole nelle serbatoi utilizzano esclusivamente il volume d’acqua strettamente necessario.
 
I rapporti tra Honeywell e lo studio di Ingegneria Alvigini Mendolicchio, che ha realizzato la progettazione dell’impianto, sono consolidati da tempo. In questa particolare realizzazione, il progettista ha apprezzato la qualità dei prodotti ed il servizio di consulenza offerto da Honeywell, che ha coperto tutte le fasi del progetto.
 
Il parere del progettista Ing. Romeo Mendolicchio, Studio Alvigini Mendolicchio
 
Il nostro intervento è successivo alla riprogettazione dei sistemi di sicurezza e dei nuovi ricoveri di emergenza realizzati a seguito del grave incidente del ’99. L’esigenza era quella di ristudiare il sistema di ventilazione del tunnel sul versante italiano e della gestione della sicurezza in caso di situazioni di emergenza.
 
Il nostro studio ha progettato un impianto che utilizza l’acqua sorgiva presente al di sotto del tunnel, che sgorga ad una temperatura di 10 °C, per esigenze tecnologiche di raffrescamento: l’acqua viene captata e immagazzinata in serbatoi di accumulo dai quali viene in continuo pompata all’interno del circuito di raffrescamento. Questo sistema consente di raffrescare la centrale di ventilazione e i locali tecnologici dove sono ubicati i macchinari elettronici a servizio del sistema di controllo del tunnel. L’acqua utlizzata per raffrescare viene poi reimmesa nel corpo idrico superficiale in prossimità del ponte di captazione. Questo sistema, relativamente semplice come componentistica, consente di evitare il ricorso a gruppi frigoriferi di refrigerazione per le esigenze tecnologiche di raffrescamento dei locali, quindi si evita di spendere energia per raffrescare dell’acqua, dato che è già disponibile al di sotto del tunnel.
 
Il lavoro è stato interessante e prestigioso, ma allo stesso tempo molto delicato per il tipo di impianto; inoltre durante l’esecuzione dei lavori non c’è stata mai alcuna interruzione del traffico veicolare nel traforo. Per tutte le opere di captazione si è operato al di sotto del tunnel stradale e in notturna.
 
Prima dell’incidente del ‘99 esisteva già un impianto di questo tipo?
 
In passato erano già state fatte delle prove di utilizzo dell’acqua naturale per esigenze di raffrescamento in altri locali del fabbricato, ma erano stati abbandonati. Al momento dell’intervento erano in servizio dei gruppi frigoriferi che operavano con la stessa funzione, ma non avevano la potenza necessaria, e inoltre creavano problematiche di gestione durante il periodo invernale. Questa situazione ci ha indotto a riconsiderare l’utilizzo dell’acqua sorgiva, che avrebbe permesso anche di diminuire i costi di gestione, oltre che i costi energetici.
 
Come è avvenuta la scelta della componentistica installata?
 
Elevati standard qualitativi e massima affidabilità di esercizio erano le due caratteristiche irrinunciabili per questa tipologia applicativa, per questo ci siamo rivolti a Honeywell. Abbiamo installato una valvola di controllo del livello per il riempimento dei serbatoi, per evitare problematiche di sovrariempimento o di non sufficiente afflusso dell’acqua ai serbatoi stessi, dato che l’impianto funziona in continuo. I serbatoi installati offrono un minimo di polmone, ma non una riserva sufficiente a far fronte a un’eventuale interruzione dell’alimentazione per periodi di tempo elevati: era fondamentale poter disporre di un prodotto che fornisse un’elevata precisione nella regolazione della portata dell’acqua entrante nei serbatoi e per questo motivo sono state scelte componentistiche Honeywell. Inoltre, l’acqua sorgiva della zona ha una composizione minerale che la rende particolarmente aggressiva nei confronti delle tubazioni dell’impianto, ma grazie alla qualità delle valvole installate, non ci sono mai stati problemi.
 
Inoltre Honeywell ci ha affiancato anche in fase di progettazione e messa in funzione dell’impianto, con un ottimo supporto tecnico da parte del centro di assistenza di Torino, in particolar modo nella persona di Riccardo Viale, e di Andrea Arienti, Responsabile Acquedottistica Honeywell.
 
SCHEDA LAVORI
 
Committente: GEIE Traforo Monte Bianco, Piazzale Sud del Traforo del Monte Bianco, Courmayeur (AO)
Progettista: Studio di ingegneria Alvigini Mendolicchio, Via Cordero di Pamparato 9, Torino
Installatore: Montaldi Impianti, Via Turcotti 6/8, Casale Moferrato (AL)
 
BOX VALVOLE SERIE 300: UN UNICO CORPO BASE PER TUTTE LE APPLICAZIONI
 
Le valvole della Serie 300 di Honeywell sono progettate per gestire grandi portate in applicazioni di reti comunali dell’acqua potabile, in utenze del settore industriale, in applicazioni di riempimento serbatoi, in sistemi di irrigazione e di regolazione pompe.
I prodotti della Serie 300 sono composti dal medesimo corpo valvola e da accessori che variano in funzione delle diverse applicazioni.
Il modello base, BV300 viene utilizzato come valvola di controllo con accessori a seconda delle esigenze dell’utente, mentre il DH300 mantiene costante la pressione nel circuito di mandata a monte.
 
A differenza del prodotto precedente, il DR300 è un regolatore di pressione che mantiene costante la pressione di uscita in caso di oscillazioni di quella di ingresso. Il VV300 è una valvola di priorità per la regolazione simultanea della pressione di ingresso ed uscita. FD300 è una valvola di riempimento che regola a livello elevato tramite pressione il livello di cisterna, funzione svolta anche da FV300 al quale è stata aggiunta una valvola a galleggiamento. La MV300 è elettromagnetica e viene utilizzata come valvola di intercettazione controllata a distanza.
 
Il modello PS300 è una valvola di regolazione pompa, per una chiusura senza colpo d’ariete, mentre la SV300 protegge le sezioni di impianto a valle da sovrapressione. La TC300 è utilizzata per pompe installate in pozzi profondi per proteggere da problemi di portata. Anche PC300 è una valvola di protezione ma, consigliata per sistemi a pompa, evita che si verifichino problemi di vuoto in caso di linee di alimentazione di lunghezza elevata.
 
La valvola è dotata di speciale otturatore a disco con caratteristica di regolazione lineare, permettendo così una regolazione precisa anche in condizioni di bassa portata. Caratterizzata da una ridotta perdita di pressione a piena portata, la valvola dispone di un anello in acciaio inossidabile calettato a mezzo pressa che evita cavitazione e scanalature.
 
Le valvole per le centrali idriche sono disponibili in tutte le varianti e non creano problemi di regolazione in caso di portate ridotte.
 
Grazie alla presenza di un numero ridotto di componenti, i costi di manutenzione e di magazzino vengono sensibilmente ridotti. Il personale di assistenza troverà vantaggio nella semplicità di manutenzione e di installazione plug and play.
 Immagini allegate
 
 RICERCA
Cerca all'interno del sito
Honeywell Italia
Oppure effettua la ricerca all'interno di tutti gli altri siti Honeywell

 Ricerca avanzata
Iscriviti alla nostra newsletter
Accedi per modificare i dati della tua registrazione
USERNAME *
PASSWORD *
 Registrati ora
 Hai perso la password?
 
 Termini e condizioni  Dichiarazione inerente alla Privacy  Mappa del sito  Ricerca avanzata 
© Copyright Honeywell International Inc 2004-2006